Bambino sbranato dai cani ad Acireale


Cani randagiANSA - ACIREALE (CATANIA) - Giuseppe Azzarelli, un bimbo che non aveva ancora compiuto sette anni, è stato sbranato ieri sera in contrada San Cosimo, alla periferia di Acireale, da almeno cinque cani inferociti. Tra di loro un pitbull, un doberman e una femmina di razza dogo argentino che aveva partorito da poco una cucciolata.

Sarebbe stata proprio quest'ultima ad azzannare per prima il piccolo che si era avvicinato per vedere i cuccioli. Gli altri cani avrebbero poi fatto scempio del corpo del bimbo, al quale è stata quasi staccata di netto la testa con un profondo morso alla gola. Uno spettacolo raccapricciante scoperto proprio dai genitori del piccolo - il padre Nino, è un magazziniere dell'Acireale calcio, la madre è casalinga - allarmati per il mancato rientro del figlio. Dopo alcune ore di ricerche si sono ricordati di quel fondo alla periferia del paese dove Giuseppe, insieme ad altri bambini, portava da mangiare ed accudiva un branco di cani randagi. E sono stati proprio loro a ucciderlo senza pietà. Sul posto sono arrivate subito unità cinofile, che hanno portato via gli animali, oltre a personale della Asl e ai carabinieri. La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta per risalire ai proprietari dei cani o identificare a chi fossero affidati.

La vicenda sembra ricalcare, per molti versi, quanto accaduto il 15 marzo scorso nelle campagne tra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Anche in quel caso una muta di cani sbranò un bambino, Giuseppe Brafa, di dieci anni. Lo stesso branco assalì due giorni dopo una turista tedesca di 25 anni che stava facendo jogging sulla spiaggia, riducendola in fin di vita. La giovane, riuscì a salvarsi, ma il suo viso e il suo corpo sono rimasti sfregiati per sempre. Le indagini portarono all'arresto, con l'accusa di concorso in omicidio colposo, di Virgilio Giglio, 64 anni, l'uomo che aveva avuto in affidamento i cani dalla Procura di Modica come custode giudiziario. Un'inchiesta non ancora conclusa, che ha visto un rimpallo di responsabilità tra magistrati, autorità sanitarie e amministratori comunali. E intanto i randagi killer sono tornati a colpire ancora una volta.

carattere e comportamento del barboncino nano

Quà in alto ho riportato un articolo trovato sul sito dell'ANSA. Vorrei che la gente se la finisse di dare la colpa ai cani. Non sono dei rangadi killer....la colpa è di noi esseri umani che prima prendiamo gli animali e poi come se fossero oggetti quando non ci vanno più bene o quando dobbiamo andare in vacanza li abbandoniamo.

Questi poveri cani sono abbandonati, sono soli, affamati ed in più vengono trattati male dalla gente....basta...non se ne può più. Ultimamente accadono troppo spesso questi fatti ma non diamo la colpa a chi non ce l'ha.