levriero: foto, morfologia, comportamento
Le origini del Piccolo Levriero Italiano sono molto lontane nei secoli. Discende dai levrieri dell'antico Egitto, che vivevano nelle corti faraoniche. E' giunto nella nostra penisola nel quinto secolo a.C. dopo aver attraversato la Laconia in Grecia, dove compare raffigurato in innumerevoli vasi e terrecotte. In questo periodo veniva utilizzato per la caccia ai conigli e alle lepri, data la sua nota velocità nella corsa. E' stato il cane prediletto dei Patrizi romani e di molte case nobili. Nel Rinascimento era considerato il "cane di lusso" ed è anche per questo che la sua diffusione è alquanto limitata.
La forma è costante perché determinata dalla funzione, che è quella di sviluppare la velocità massima nella caccia ad inseguimento a vista. Il tipo di preda ed il clima della regione geografica di origine ha influenzato le dimensioni e la lunghezza del pelo: i cani che cacciavano piccoli animali come lepri e gazzelle sono più leggeri e piccoli, quelli che si dovevano cimentare contro lupi, cinghiali, leopardi o cervi hanno sviluppato ovviamente una taglia più cospicua.
Esistono due ceppi di levrieri:
gli orientali (Saluki, Sloughi, Azawak e Afghano) e gli europei (Greyhound, Deerhound, Irish Wolfhound, Whippet, Piccolo levriero italiano, Borzoi russo, Galgo spagnolo, Magiar Agar e levriero polacco).
I cani orientali, differenziati l’uno dall’altro più che altro dalla lunghezza del mantello, sono caratterizzati da linee più spigolose, con dorsale orizzontale e rettilinea, orecchie pendenti, e hanno un’indole più selvatica dei cugini europei. Sono discendenti diretti di cani usati nella caccia e tenuti unicamente per questa funzione. I musulmani hanno un rapporto abbastanza ostile con i cani, e i levrieri sono un’eccezione a questa repulsione unicamente per la loro utilità nella caccia. Venivano persino ammessi nelle tende, ma per dividere comunque la spartana vita dei nomadi. Il tipo di caccia era abbastanza istintivo, non particolarmente curato nell’aspetto stilistico, e non bisognoso di addestramenti specifici. La preda veniva localizzata dai cacciatori a cavallo, eventualmente con l’aiuto di altri cani o falchi, a quel punto venivano liberati i levrieri che inseguivano e atterravano l’animale (spesso tramortito dalla violenza dell’impatto ad alta velocità) che veniva poi finito dai cacciatori (il corano vieta l’assunzione di carni di animali che non siano stati macellati dall’uomo per iugulazione). Dal punto di vista comportamentale le peculiarità dei levrieri orientali sono quindi l’istinto predatorio molto marcato, che li porta ad inseguire (e raggiungere) qualunque cosa si muova, il carattere riservato e abbastanza timido, poco gratificato dai contatti fisici e non molto tollerante verso le manipolazioni. Nei confronti degli altri cani non sono particolarmente portati a competere, potendo anche cacciare in coppie o piccole mute, e non sono combattivi. L’addestrabilità è piuttosto scarsa, essendo utilizzati in un tipo di caccia molto istintiva. La tendenza a vocalizzare è bassa anche se per la loro naturale diffidenza verso gli estranei possono essere dei discreti guardiani.
I levrieri europei, tra cui i più numerosi sono Greyhound e Whippet, hanno linee più flessuose, dorsale curvilinea, orecchie a rosa, mantello raso o ruvido. La caccia coi levrieri è stata oramai eliminata ed eventualmente sostituita con forme di sport quali Coursing (di campagna) e Racing (su pista). Fin dagli albori della razza i levrieri erano appannaggio delle classi aristocratiche presso le quali erano tenuti in grande considerazione (era vietato possedere levrieri alle classi inferiori) e spesso condividevano le sontuose abitazioni con i loro proprietari. Anche l’aspetto caratteriale era quindi seguito e coltivato nella selezione. Pur essendo sempre cani diffidenti i levrieri europei sono più docili degli orientali, ancor meno competitivi verso i conspecifici (durante le corse è un comportamento penalizzato pesantemente attaccare gli altri concorrenti). Possono sorgere problemi per aggressioni verso piccoli cani, scambiati per prede, oltre che ovviamente verso gatti conigli e animali da cortile o selvatici. L’impulso all’inseguimento è sempre marcatissimo, la tendenza a vocalizzare scarsa e la tolleranza alle manipolazioni maggiore di quella dei parenti orientali.
La reattività generale verso gli stimoli sonori è in genere abbastanza bassa, come il livello di attività generale, mentre la sensibilità agli stimoli visivi, in particolare verso gli oggetti in rapido movimento, è stata selettivamente aumentata.
La tendenza ad usare l’olfatto è decisamente scarsa. Se si garantisce loro la possibilità di muoversi quotidianamente all’aperto i levrieri, specialmente di ceppo europeo, sono cani abbastanza adatti alla vita di città per l’indole silenziosa, discreta e fondamentalmente abbastanza pigra e poco combattiva.