progetto unità mobile per randagi
L’A.V.D.A. (Associazione veterinari per i Diritti Animali) sta lavorando alla realizzazione di una unità mobile, nella fattispecie un camper, attrezzato ad ambulatorio veterinario, che consenta ai veterinari aderenti di procedere alla sterilizzazione e cura dei tanti randagi presenti sul nostro territorio, in particolare nelle regioni del Sud.L’A.V.D.A. (Associazione veterinari per i Diritti Animali) sta lavorando alla realizzazione di una unità mobile, nella fattispecie un camper, attrezzato ad ambulatorio veterinario, che consenta ai veterinari aderenti di procedere alla sterilizzazione e cura dei tanti randagi presenti sul nostro territorio, in particolare nelle regioni del Sud. I periodici fatti di cronaca dimostrano come il fenomeno rappresenti una vera e propria piaga non solo per le migliaia di creature destinate ad una vita grama, fatta di fame, di malattia, di paura e spesso di crudeltà gratuita da parte di chi per gioco o pura cattiveria e sadismo, sfoga i propri istinti su esseri indifesi, ma spesso diventi un problema anche per i cittadini che devono fronteggiare branchi di cani rinselvatichiti, incapaci di tornare ad una vita selvaggia come i loro progenitori ma anche di avere un rapporto di fiducia con l’uomo…
Cani per lo più figli dell’abbandono volontario e del modo irresponsabile in cui molti cittadini hanno gestito i propri animali, che ha prodotto negli anni, un fenomeno certamente poco degno di un Paese civile.
Spesso al Sud non esistono le strutture di ricovero per questi animali, nonostante la legge le preveda espressamente e le ASL, preposte al controllo sanitario e al monitoraggio di tale fenomeno, sono oberate da ben altre emergenze. La conseguenza è che nessuno si occupa del problema se non quando diventa tragedia, coinvolge dei bambini o dei turisti danneggiando l’immagine del Paese. Per qualche giorno se ne parla, magari si imbastisce una selvaggia caccia al randagio, poi torna l’oblio.
Da qui l’idea di offrire un servizio gratuito, di volontariato qualificato che operi sul territorio in stretta e necessaria collaborazione con le realtà di volontariato locale. Realtà spesso piccole e non strutturate nelle quali persone di buona volontà si fanno carico non solo della sopravvivenza e del cibo per questi sventurati ma, in alcuni casi, cercano di sterilizzare le femmine attingendo alle proprie magre risorse, per evitare la nascita di nuove cucciolate. La sterilizzazione rappresenta l’unica via d’uscita per fermare, in un certo senso congelare, il fenomeno evitando che il numero dei cani aumenti fuori controllo.
Sul camper, attrezzato ad ambulatorio, opereranno a turno i veterinari aderenti all’AVDA, possibilmente residenti nelle zone interessate, ma saranno anche affiancati da professionisti che, pur abitando in zone non interessate dal fenomeno del randagismo, vogliano dare il proprio contributo di competenza e sensibilità nello spirito che li ha portati ad aderire all’associazione.
Il progetto prevede:
- l’acquisto di un camper e delle attrezzature necessarie
- il benestare del Ministero della Sanità, per le autorizzazioni necessarie ad operare sul territorio,
- il monitoraggio del fenomeno, con un censimento
- l’identificazione dei cani trattati e (se sarà possibile, in accordo con il Ministero) l’inserimento del microchip sui cani sterilizzati
- la costruzione di una rete di collaborazione con le realtà animaliste di zona
- l’attivazione di collaborazioni a livello di sponsor con varie realtà economiche che possono fornire i materiali e i fondi necessari ad operare
- la collaborazione con le principali testate giornalistiche del sud che avranno modo di raccontare il viaggio e le situazioni particolari che si incontreranno
- la massima pubblicità possibile all’operazione che può e deve rappresentare il punto di partenza di un lavoro culturale in determinate aree del Paese per la diffusione di una cultura del rispetto degli animali.
Il Presidente, Enrico Moriconi