Topo comune: curiosità, foto, morfologia e carattere


topo comune Il topo comune (Mus musculus Linnaeus, 1758) è un piccolo mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Viene anche chiamato topo domestico, per differenziarlo dal topo selvatico (Apodemus sylvaticus).

riginario delle steppe dell'Asia centrale, si è rapidamente diffuso in gran parte del mondo grazie all'azione di trasporto operata dall'uomo. E' il roditore più diffuso negli insediamenti umani, siti ideali nei quali trova protezione ed ampia disponibilità di cibo. Estremamente curioso verso tutti gli oggetti ed i luoghi che incontra lungo il suo percorso, non manifesta la tradizionale diffidenza del ratto e tende perciò ad assaggiare nel corso della sua attività quotidiana un gran numero di fonti alimentari diverse, dalle quali attinge piccole quantità di cibo, piuttosto che sfruttarne interamente una sola. Questo suo peculiare comportamento lo porta a rosicchiare scatole, buste e contenitori di vario genere, causando danni di gran lunga superiori al suo effettivo fabbisogno giornaliero.
L'attività del Topo domestico, che in natura è prevalentemente notturna, negli ambienti umani si estende anche durante le ore di luce, soprattutto nelle zone oscure ed indisturbate. Inoltre, a differenza dei ratti, il Mus musculus tende a rimanere immobile se il suo nascondiglio è minacciato, facilitando così il suo involontario trasporto da un locale all'altro all'interno di contenitori ed imballaggi.

Il Topo domestico è un piccolo roditore che va dai 6 ai 9 cm di lunghezza (esclusa la coda) e può arrivare ad un peso di 30 grammi. Il suo mantello è di colore bruno-grigiastro sul dorso e grigio chiaro sul ventre. Gli occhi e le orecchie, che sono sprovviste di pelo, sono entrambi abbastanza sviluppati. Il muso è stretto ed appuntito. La coda, più corta del corpo e quasi senza pelo, è grigia uniforme e può arrivare a 10 cm di lunghezza.
Si tratta della specie di gran lunga più diffusa del genere MUS rappresentato nel mondo da una quarantina di specie: il topo domestico si può infatti trovare comunemente in quasi tutti i paesi del mondo, spesso al fianco dell'uomo, che involontariamente gli procura vitto ed alloggio, ma non sempre in armonia con esso, in quanto i topi possono arrecare danni anche ingenti alle colture ed alle dispense di cibo, oltre a rendersi vettori di una serie di malattie, come la LEISHMANIOSI

comportamento allo stato selvatico del topo comune

Allo stato selvatico i topi vivono in un ampio range di ambienti, dalle aree antropizzate (città e campagne) alle zone boschive. Generalmente vivono a stretto contatto con gli esseri umani ed è proprio questa simbiosi che ha permesso loro di colonizzare anche aree estremamente inospitali come il deserto e la zone sub-artiche. Nelle campagne prediligono i granai e i fienili dove possono reperire cibo in abbondanza mentre nelle abitazioni trovano rifugio nelle fessure dei muri, nelle cantine o nei solai.

Nelle zone agresti e boschive i topi creano le loro tane scavando cunicoli composti da complesse reti di gallerie con molte camere dove nidificare e tre o quattro uscite per garantirsi una via di fuga. I nidi vengono costruiti utilizzando materiali soffici quali stracci, carta o paglia o altri materiali facilmente reperibili quali gomma e polistirolo.
Il topo domestico è generalmente crepuscolare o notturno ma la sua attività si estende anche alle ore diurne. Di norma non si allontana mai dalla tana più di qualche decina di metri. Il topo è un ottimo nuotatore, arrampicatore, saltatore e corridore e può raggiungere la velocità di 12-13 km/h. Il Mus musculus è coloniale e territoriale ma la territorialità è più marcata in condizioni selvatiche. I maschi dominanti delimitano il proprio territorio all’interno del quale circoscrivono colonie composte da numerose femmine con i loro piccoli. A volte i maschi possono condividere il territorio con altri gruppi (purché l’area in questione sia sufficientemente vasta) o tollerare maschi subordinati. Anche tra le femmine si instaura una gerarchia ma sono meno aggressive dei maschi. Lotte interne alla colonia sono rare ma in caso di aggressioni esterne tutti gli individui lotteranno contro gli intrusi. In genere i soggetti giovani, al raggiungimento della maturità sessuale, vengono allontanati anche se alcuni di essi, specialmente le femmine, spesso continuano a gravitare intorno al gruppo parentale.

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